La fase relativa all'installazione di Linux sul proprio computer è quella che inquieta gran parte delle persone. Nelle sezioni che seguono verrà spiegato che questa paura non è relativa a GNU/Linux ma a concetti che stanno alla base, argomenti comuni per tutti i sistemi operativi. Le informazioni sono particolari per gran parte dei personal computer disponibili sul mercato.
Capire cosa si desidera fare è un risultato di valore in qualsiasi cosa nella vita. Nel caso in esame le aspettative sono ridotte ma il concetto di fondo è il medesimo, ovvero ``installare un nuovo sistema operativo sul proprio computer''. Esistono due principali direzioni per il raggiungimento di questo obiettivo;
Immaginate il vostro disco fisso come una torta. Ogni fetta che facciamo di quest'ultima può essere intesa come una partizione, una sezione della superficie di memorizzazione dei dati. Per partizionare un disco esistono diversi strumenti, liberi come fips e fdisk oppure commerciali come Partition Magic per Windows, il quale offre una modalità sicuramente più semplice ed immediata dei programmi precedentemente citati. (Nota dell'Autore: Ho sempre utilizzato fdisk perchè quest'ultimo copre in gran parte le mie esigenze come quelle delle altre persone. Non ritengo necessario l'acquisto di un software commeciale per tale scopo quando ne esiste uno di qualità e free.)
Uno dei casi comuni di molti utenti è il desiderio di installare GNU/Linux per scoprire un mondo nuovo senza perdere quel terreno ``già battuto'' che può essere rappresentato da Windows, presenza inevitabile su qualsiasi computer che si acquista.
Per far convivere questi due sistemi operativi dobbiamo fare due cose:
Se desiderate installare unicamente GNU/Linux su un disco fisso è sufficiente proseguire nella seguente sezione.
In seguito alle scelte fatte precedentemente eseguite le seguenti operazioni:
Se l'operazione non funziona correttamente è possibile avviare la fase di installazione con i dischetti di avvio. Debian GNU/Linux nel cdrom #1, sotto la directory ``/install'' presenta 2 file immagine necessari per i floppy di avvio.
Digitate quanto segue:
# mount /dev/cdrom
# cd /cdrom/install
Comandi necessari per montare il cdrom e posizionarsi nella directory ``install''
all'interno del cdrom di installazione #1. Inserite il primo
dischetto floppy e lanciate il seguente comando:
# dd if=rescue.bin of=/dev/fd0
Al termine procedete con il secondo dischetto e il comando:
# dd if=root.bin of=/dev/fd0
Il primo dischetto sarà quello di partenza mentre il secondo vi verrà chiesto interattivamente.
Esplorare il contenuto del cdrom. Sotto la cartella ``install'' ci sono le due immagini necessarie e potete utilizzare l'utility rawrite.exe per l'operazione.
In una installazione comune sono necessarie due partizioni, una per il software e una denominata swap, area destinata a coadiuvare la memoria RAM esistente nello svolgimento delle applicazioni.
Ricollegandoci alla sezione precedente, in entrambi i casi di installazione (Windows/Linux o unicamente Linux) dovrete dividere la partizione che avete destinato a GNU/Linux nelle due parti precedentemente citate, partizione principale e partizione di Swap.
Questa applicazione è minimale nell'interattività ma molto potente. Malgrado le numerose opzioni si può analizzare un percorso comune per gli utenti.
Molte distribuzioni GNU/Linux hanno introdotto l'installazione e la configurazione di questo tipo di file system. ReiserFS è particolarmente attraente perchè introduce un file system journaled, un sistema veloce e sicuro in caso di problemi o salti di corrente elettrica che potrebbero rovinare i dischi fissi e i relativi dati contenuti. Un file system journaled può risultare particolarmente utile man mano che cresce la dimensione dei dischi fissi. Utilizzare ReiserFS è già una garanzia nel momento stesso che scrivo il presente manuale quindi è possibile scegliere quest'ultimo in alternativa al classico ext2: il file system è stato ufficialmente introdotto nel kernel di Linux dalla versione 2.4.1 dello stesso.
Il supporto per i computer portatili è veramente ampio anche se esistono alcune
limitazioni. Per avere maggiori chiarimenti si può consultare il seguente sito
Internet:
http://www.cs.utexas.edu/users/kharker/linux-laptop/
Esistono documenti come il Laptop-Howto, PCMCIA-Howto e USB-Howto.
Gran parte delle schede sonore attualmente in commercio sono supportate. Un metodo generico per la configurazione è l'utilizzo del programma isapnp, comune in gran parte delle distribuzioni GNU/Linux ma sicuramente per utenti con una certa esperienza. La distribuzione Red Hat offre uno strumento chiamato sndconfig capace di testare la scheda sonora posseduta e configurarla automaticamente.
In ambiente Windows è necessario aprire una finestra del prompt e digitare:
c:\FDISK /MBR
Con GNU/Linux bisogna digitare al prompt:
lilo -u
La soluzione maggiormente in voga è GRUB, tutelato da licenza GPL (mentre LILO non lo è un limite alla propria evoluzione naturale). GRUB offre un approcio differente: funziona come una ridotta shell di comando.
Nella maggior parte dei casi i problemi sono relativi a configurazioni errate
del file XF86Config, dove risiedono tutti i parametri necessari
per l'esecuzione. In prima istanza consiglio di utilizzare XF86Setup,
oppure Xconfigurator (Red Hat) o sax (S.u.S.E.)
per ricreare questo file essenziale, probabilmente inesistente o corrotto. Se
i problemi persistono si consiglia di visitare il sito:
http://www.xfree86.org/
controllando che la propria scheda grafica sia supportata.
Ogni grossa distribuzione pubblica sui propri siti Internet queste liste e a tale scopo consultare questi documenti on-line può risultare molto utile per capire i limiti delle possibilità e orientarsi successivamente verso l'acquisto di hardware particolare.
Con la versione del kernel di Linux 2.4.x sono stati introdotti diversi filesystem journaled, XFS di Sgi, JFS di IBM, ReiserFS e ext3. Gli ultimi due sono al momento le soluzioni preferite dall'utenza.
Il filesystem ext3, come dice il nome, è l'evoluzione di ext2 con supporto journaled. Per passare a questo tipo di filesystem basterà una semplice conversione del filesystem attuale. Nel caso di ReiserFS i passi da compiere rendono la cosa leggermente più complicata. E' infatti necessario fare un backup delle partizioni ext2, convertirle in ReiserFS con le appositi utility e riportare i file backuppati sulle partizioni citate. Questa operazione come si può capire non è per tutti ma mi preme sottolineare la possibilità di cancellare tutti i propri dati con la conversione, quindi attenti!
Il sistema non riesce a montare la root (``/'', radice)
del file system. Per ovviare al contrattempo digitare l'informazione al prompt
del boot loader come segue:
LILO boot: linux root=/dev/hda2
Il numero che segue ``/dev/hda<numero>'' indica il numero di partizione. In questo caso è la seconda partizione del primo disco presente nel computer.
Linux Facile - ver.4.0 - http://www.linuxfacile.org
autore: Daniele Medri <madrid@linux.it>