next up previous contents index
Next: Il Sistema Up: GNU/Linux Previous: Linux User Group   Contents   Index

Subsections


Installazione

La fase relativa all'installazione di Linux sul proprio computer è quella che inquieta gran parte delle persone. Nelle sezioni che seguono verrà spiegato che questa paura non è relativa a GNU/Linux ma a concetti che stanno alla base, argomenti comuni per tutti i sistemi operativi. Le informazioni sono particolari per gran parte dei personal computer disponibili sul mercato.

Cosa vogliamo fare?

Capire cosa si desidera fare è un risultato di valore in qualsiasi cosa nella vita. Nel caso in esame le aspettative sono ridotte ma il concetto di fondo è il medesimo, ovvero ``installare un nuovo sistema operativo sul proprio computer''. Esistono due principali direzioni per il raggiungimento di questo obiettivo;

In entrambi i casi è necessario preparare il terreno, determinare lo spazio dove queste soluzioni dovranno muoversi e agire. Il caso comune è il disco fisso presente in qualsiasi computer.

Partizioni

Immaginate il vostro disco fisso come una torta. Ogni fetta che facciamo di quest'ultima può essere intesa come una partizione, una sezione della superficie di memorizzazione dei dati. Per partizionare un disco esistono diversi strumenti, liberi come fips e fdisk oppure commerciali come Partition Magic per Windows, il quale offre una modalità sicuramente più semplice ed immediata dei programmi precedentemente citati. (Nota dell'Autore: Ho sempre utilizzato fdisk perchè quest'ultimo copre in gran parte le mie esigenze come quelle delle altre persone. Non ritengo necessario l'acquisto di un software commeciale per tale scopo quando ne esiste uno di qualità e free.)

Windows e GNU/Linux

Uno dei casi comuni di molti utenti è il desiderio di installare GNU/Linux per scoprire un mondo nuovo senza perdere quel terreno ``già battuto'' che può essere rappresentato da Windows, presenza inevitabile su qualsiasi computer che si acquista.

Per far convivere questi due sistemi operativi dobbiamo fare due cose:

  1. Fare ordine:

    1. Avviare il sistema operativo Windows (Si presuppone abbiate installato questo sistema operativo. - Per Windows NT è necessario seguire una procedura più complessa nel partizionamento. Esiste un How-to specifico per questa evenienza).
    2. Eseguire il comando chkdsk oppure scan c: al prompt del DOS. E' possibile utilizzare anche il programma scandisk, utilità di sistema disponibile nel gruppo ACCESSORI (disponibile dal menù AVVIO). Queste applicazioni hanno lo scopo comune di controllare eventuali errori presenti sul disco fisso e correggerli.
    3. Eseguire il comando defrag al prompt del DOS. E' possibile utilizzare l'applicazione UTILITA' DI DEFRAMMENTAZIONE DISCHI presente nel gruppo ACCESSORI (disponibile dal menù AVVIO). L'utilizzo di questi strumenti sono diretti a organizzare i file presenti nella maniera più compatta.
  2. Utilizzare lo spazio disponibile:

    1. Inserire il cd-rom della vostra distribuzione GNU/Linux.
    2. Ricercare la cartella DOSUTILS e accedere a questa.
    3. Copiare interamente la cartella FIPS.
    4. Abbandonare l'ambiente Windows e accedere al Dos premendo il pulsante AVVIO, CHIUDI SESSIONE, RIAVVIA IL SISTEMA IN MODALITA' MS-DOS.
    5. Spostarsi all'interno della cartella FIPS precedentemente copiata con il comando cd Fips ed eseguire l'applicazione fips.exe presente. Quest'ultima applicazione analizza la superficie del vostro disco e vi permette di partizionare il vostro disco senza sormontare l'area occupata dai file presenti. Il comando vi segue interattivamente chiedendovi:

      • ``DO YOU WANT TO MAKE A BACKUP COPY OF YOUR ROOT AND BOOTSECTOR BEFORE PROCEEDING (Y/N)''

        volete creare un back-up dei file di sistema? Si consiglia di farlo per stare tranquilli.
      • Dopo l'analisi del disco vi verrà proposto di creare una partizione definita ``new partition''. Una volta scelta la dimensione ideale premere INVIO per confermare e successivamente il tasto ``c'' per applicare il partizionamento.
      • Al termine del processo comparirà il messaggio

        ``Ready to write new partition scheme to disk.  
        Do you want to proceed?''

        Le possibilità sono ``y'' per confermare le partizioni scelte, ``n'' per annullare le scelte fatte.
      • Digitate la lettera ``y''.
Se l'esecuzione è stata portata a termine con successo è difficile riscontrare successivi problemi. Tuttavia, in casi di emergenza è necessario utilizzare il comando restorrb.exe riavviando il proprio computer con il dischetto creato precedentemente.

GNU/Linux

Se desiderate installare unicamente GNU/Linux su un disco fisso è sufficiente proseguire nella seguente sezione.

Fase di Installazione

In seguito alle scelte fatte precedentemente eseguite le seguenti operazioni:

  1. Inserite il cd-rom della vostra distribuzione GNU/Linux nell'apposito lettore.

    1. Se l'avvio da cd-rom non avviene bisogna considerare l'avvio con i dischetti floppy, successivamente discussa.
  2. Riavviate il computer (con inserito il floppy relativo all'immagine rescue.bin se il caso rientra in questa modalità).
  3. Entrate nella configurazione del BIOS premendo l'apposito tasto che vi viene indicato (genericamente il tasto funzione ).
  4. Cambiate l'ordine indicato nella sezione BOOT mettendo come primo elemento l'unità cd-rom.
  5. Salvate le nuove configurazioni e riavviate il computer.
All'avvio del computer verrà analizzata per prima l'unità cd-rom, invece del floppy o del disco fisso. Nel nostro caso, avendo inserito l'apposito cdrom, verrà lanciato il programma di installazione.

Se l'operazione non funziona correttamente è possibile avviare la fase di installazione con i dischetti di avvio. Debian GNU/Linux nel cdrom #1, sotto la directory ``/install'' presenta 2 file immagine necessari per i floppy di avvio.

Modalità di creazione dei dischetti di avvio da Unix/Linux

Digitate quanto segue:

# mount /dev/cdrom

# cd /cdrom/install

Comandi necessari per montare il cdrom e posizionarsi nella directory ``install'' all'interno del cdrom di installazione #1. Inserite il primo dischetto floppy e lanciate il seguente comando:

# dd if=rescue.bin of=/dev/fd0

Al termine procedete con il secondo dischetto e il comando:

# dd if=root.bin of=/dev/fd0

Il primo dischetto sarà quello di partenza mentre il secondo vi verrà chiesto interattivamente.

Modalità di creazione dei dischetti di avvio da Windows

Esplorare il contenuto del cdrom. Sotto la cartella ``install'' ci sono le due immagini necessarie e potete utilizzare l'utility rawrite.exe per l'operazione.

Quante partizioni per GNU/Linux?

In una installazione comune sono necessarie due partizioni, una per il software e una denominata swap, area destinata a coadiuvare la memoria RAM esistente nello svolgimento delle applicazioni.

Partizione Principale
La dimensione può variare a seconda delle vostre esigenze e della vostra curiosità. Il mio consiglio è di fare una installazione completa (oltre 1 Gbyte) per poter esplorare le numerose applicazioni presenti e le loro potenzialità. Se le vostre intenzioni sono ridotte al semplice sistema operativo vi basteranno meno di 100 Mbyte.
Partizione Swap
La dimensione viene fissata genericamente al pari della memoria Ram esistente. Se disponete di 64Mbyte di Ram è quindi consigliabile una partizione di Swap di ugual dimensione.
Per creare queste partizioni ogni distribuzione di GNU/Linux offre diverse soluzioni (vedi il programma Disk Druid per Red Hat Linux) ma la scelta storica ricade su una applicazione a riga di comando chiamata fdisk, da tempo testata e garantita.

Ricollegandoci alla sezione precedente, in entrambi i casi di installazione (Windows/Linux o unicamente Linux) dovrete dividere la partizione che avete destinato a GNU/Linux nelle due parti precedentemente citate, partizione principale e partizione di Swap.

Utilizzare fdisk

Questa applicazione è minimale nell'interattività ma molto potente. Malgrado le numerose opzioni si può analizzare un percorso comune per gli utenti.

  1. Eseguire fdisk. E' possibile farlo durante le fasi di installazioni di GNU/Linux o successivamente durate la normale esecuzione.
  2. Digitate la lettera ``p'' per visualizzare le partizioni presenti. Potrete notare che ogni partizione presenta una serie di dati tra i quali un proprio device boot (ad esempio /dev/hda1) e il tipo di ``System''. Se avete creato le partizioni da Windows troverete nell'ultimo campo valori come VFAT o FAT16, FAT32, i tipici file system (Un file system è uno strumento per la gestione e l'organizzazione dei file.) di questo sistema operativo.
  3. Cambiate il partizionamento del vostro disco fisso. Utilizzate i tasti 'd' per cancellare le partizioni già esistenti e il tasto ``n'' per crearne di nuove. Se volete mantenere la partizione di Windows non agite su quest'ultima con le opzioni indicate.
  4. Digitate nuovamente la lettera ``p'' per visualizzare ogni cambiamento. Le partizioni create in questa fase saranno di tipo LINUX NATIVE(Linux Native è rappresentato dal file systema ext2.) le quali vanno bene per l'installazione della distribuzione ma non per la partizione Swap. Per quest'ultima infatti è necessario digitare la lettera ``t'', indicare la partizione in questione, visualizzare i tipi presenti (lettera ``l'') e confermare la scelta. La codifica per le partizioni Linux Swap è il numero ``82''.
  5. Visualizzate lo stato della vostra configurazione con la lettera ``p''. Se siete soddisfatti confermate il tutto digitando il tasto ``w''.
Esiste una versione di fdisk anche per Dos ma il numero di file system supportati è minore e sono esclusi i tipi relativi a GNU/Linux. Sono inevitabili le considerazioni negative che nascono da questo ambiente che cerca di ostruire soluzioni alternative e concorrenti con ogni mezzo disponibile. Una buona mossa per una compagnia ma quanto di tutto questo è positivo ai fini evolutivi e sociali?

Nota su ReiserFS

Molte distribuzioni GNU/Linux hanno introdotto l'installazione e la configurazione di questo tipo di file system. ReiserFS è particolarmente attraente perchè introduce un file system journaled, un sistema veloce e sicuro in caso di problemi o salti di corrente elettrica che potrebbero rovinare i dischi fissi e i relativi dati contenuti. Un file system journaled può risultare particolarmente utile man mano che cresce la dimensione dei dischi fissi. Utilizzare ReiserFS è già una garanzia nel momento stesso che scrivo il presente manuale quindi è possibile scegliere quest'ultimo in alternativa al classico ext2: il file system è stato ufficialmente introdotto nel kernel di Linux dalla versione 2.4.1 dello stesso.

F.A.Q.

Domanda: ``Posso avere dei problemi installando GNU/Linux sul mio computer portatile?''

Il supporto per i computer portatili è veramente ampio anche se esistono alcune limitazioni. Per avere maggiori chiarimenti si può consultare il seguente sito Internet:

http://www.cs.utexas.edu/users/kharker/linux-laptop/

Esistono documenti come il Laptop-Howto, PCMCIA-Howto e USB-Howto.

Domanda: ``Ho una scheda sonora e vorrei utilizzarla. Cosa devo fare?''

Gran parte delle schede sonore attualmente in commercio sono supportate. Un metodo generico per la configurazione è l'utilizzo del programma isapnp, comune in gran parte delle distribuzioni GNU/Linux ma sicuramente per utenti con una certa esperienza. La distribuzione Red Hat offre uno strumento chiamato sndconfig capace di testare la scheda sonora posseduta e configurarla automaticamente.

Domanda: ``Vorrei disinstallare LILO dal mio disco fisso. Cosa devo fare?''

In ambiente Windows è necessario aprire una finestra del prompt e digitare:

c:\FDISK /MBR

Con GNU/Linux bisogna digitare al prompt:

lilo -u 

Domanda: ``Esistono alternativi loader di sistema oltre a LILO?''

La soluzione maggiormente in voga è GRUB, tutelato da licenza GPL (mentre LILO non lo è un limite alla propria evoluzione naturale). GRUB offre un approcio differente: funziona come una ridotta shell di comando.

Domanda: ``Tento di lanciare il Server X Window ma ricevo degli errori particolari. Cosa devo fare?''

Nella maggior parte dei casi i problemi sono relativi a configurazioni errate del file XF86Config, dove risiedono tutti i parametri necessari per l'esecuzione. In prima istanza consiglio di utilizzare XF86Setup, oppure Xconfigurator (Red Hat) o sax (S.u.S.E.) per ricreare questo file essenziale, probabilmente inesistente o corrotto. Se i problemi persistono si consiglia di visitare il sito:

http://www.xfree86.org/

controllando che la propria scheda grafica sia supportata.

Domanda: ``Esistono documenti che elenchino l'hardware supportato da GNU/Linux?''

Ogni grossa distribuzione pubblica sui propri siti Internet queste liste e a tale scopo consultare questi documenti on-line può risultare molto utile per capire i limiti delle possibilità e orientarsi successivamente verso l'acquisto di hardware particolare.

Domanda: ``Dispongo di un sistema GNU/Linux con filesystem ext2 ma mi piacerebbe trasformare quest'ultimo in un filesystem journaled. Cosa bisogna fare?''

Con la versione del kernel di Linux 2.4.x sono stati introdotti diversi filesystem journaled, XFS di Sgi, JFS di IBM, ReiserFS e ext3. Gli ultimi due sono al momento le soluzioni preferite dall'utenza.

Il filesystem ext3, come dice il nome, è l'evoluzione di ext2 con supporto journaled. Per passare a questo tipo di filesystem basterà una semplice conversione del filesystem attuale. Nel caso di ReiserFS i passi da compiere rendono la cosa leggermente più complicata. E' infatti necessario fare un backup delle partizioni ext2, convertirle in ReiserFS con le appositi utility e riportare i file backuppati sulle partizioni citate. Questa operazione come si può capire non è per tutti ma mi preme sottolineare la possibilità di cancellare tutti i propri dati con la conversione, quindi attenti!

Domanda: ``All'avvio del computer, dopo la fase di installazione, ricevo un messaggio del tipo 'KERNEL PANIC: VFS: Unable to mount root fs on 03:03'?''

Il sistema non riesce a montare la root (``/'', radice) del file system. Per ovviare al contrattempo digitare l'informazione al prompt del boot loader come segue:

LILO boot: linux root=/dev/hda2

Il numero che segue ``/dev/hda<numero>'' indica il numero di partizione. In questo caso è la seconda partizione del primo disco presente nel computer.


next up previous contents index
Next: Il Sistema Up: GNU/Linux Previous: Linux User Group   Contents   Index

Linux Facile - ver.4.0 - http://www.linuxfacile.org
autore: Daniele Medri <madrid@linux.it>